Il 20 giugno 2025 è stato depositato al Senato della Repubblica un disegno di legge intitolato “Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, a firma dei senatori Lucio Malan, Massimiliano Romeo, Maurizio Gasparri e Domenico Salviti. Si tratta – seppure con alcune modifiche di facciata – del discusso testo redatto dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. Un testo ritenuto troppo impopolare perfino dal Governo Meloni, tanto da non essere presentato formalmente dall’esecutivo, ma “scaricato” al Parlamento per iniziativa di alcuni esponenti della maggioranza. Il disegno di legge ha già sollevato una fortissima opposizione da parte di più di 46 associazioni ambientaliste, animaliste ed ecologiste, che lo considerano un attacco diretto alla tutela della fauna selvatica e alla sicurezza pubblica, nonché un atto di profonda inciviltà normativa. La mobilitazione è in corso in Parlamento e su tutto il territorio nazionale.
La risposta civile: una proposta di legge di iniziativa popolare
Come contrappeso democratico e civile a questo tentativo di smantellamento della legge quadro sulla fauna selvatica, è stata lanciata una proposta di legge di iniziativa popolare (prevista dall’art. 71 della Costituzione), con l’obiettivo di fermare la deriva pro-venatoria e difendere la biodiversità del nostro Paese. Promossa da alcune delle più importanti sigle animaliste italiane – ENPA, LAC, LAV, Animalisti Italiani, LNDC Animal Protection, AMZItalia Un’Anima Mille Zampe Italia e OIPA – la proposta è stata già depositata presso la Corte di Cassazione ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. È ora disponibile per la firma sulla piattaforma online del Ministero della Giustizia, dove ogni cittadino può sottoscrivere la proposta in modo gratuito, sicuro e certificato, utilizzando SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE): Qui sono spiegate le modalità di firma.
Un obiettivo chiaro: fermare l’attacco alla fauna selvatica
L’obiettivo è raccogliere almeno 50.000 firme entro sei mesi, ma l’auspicio – e la necessità – è di raggiungerne molte di più. Una mobilitazione popolare ampia e determinata rappresenta un segnale chiaro e potente per il Parlamento e per l’intero Paese: gli italiani non vogliono più caccia, vogliono più tutela per l’ambiente e gli animali. Una volta depositata, la proposta di legge di iniziativa popolare dovrà obbligatoriamente essere discussa dal Parlamento, in contemporanea e sullo stesso piano del disegno di legge governativo, in quanto riguardante la medesima materia.
Un appello alla responsabilità e alla civiltà
Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha aderito con convinzione alla campagna, sottolineando l’importanza di questa battaglia non solo ambientale, ma anche etica e culturale. La caccia non è più compatibile con i valori di una società che voglia definirsi civile, rispettosa della vita e del patrimonio naturale. CLICA QUI!
Firmare è semplice, gratuito e fondamentale. Farlo significa difendere la biodiversità, il diritto alla sicurezza nei boschi e nelle campagne, e una visione del futuro in cui l’uomo convive in armonia con la natura. Firma e fai firmare la proposta di legge d’iniziativa popolare contro la caccia. Difendi la fauna selvatica, difendi la civiltà.