SCIACCA (AGRIGENTO) – Nove cani, tre adulti e sei cuccioli, sono stati trovati abbandonati su un terrazzo completamente esposto al sole, al terzo piano di un condominio di Sciacca, con temperature che hanno raggiunto i 43 gradi.
Determinante l’intervento della Polizia Municipale, dei veterinari dell’Asp e del personale dell’Ufficio Benessere Animale e Randagismo, che ha permesso di salvare cinque degli animali. Per quattro cuccioli, però, non c’è stato nulla da fare: sono morti a causa delle condizioni estreme in cui erano stati lasciati. Altri due cuccioli sono stati recuperati ancora vivi ma in preda alle convulsioni, mentre i tre cani adulti, compresa la madre dei piccoli, erano ormai allo stremo.
Secondo quanto ricostruito, mentre i soccorritori tentavano di entrare nell’abitazione per mettere in salvo gli animali, il proprietario avrebbe tardato a presentarsi per consentire l’accesso all’appartamento. Al termine degli accertamenti è stato denunciato alla Procura della Repubblica.
La vicenda potrebbe avere anche rilevanti conseguenze sul piano penale. L’abbandono di animali in condizioni tali da provocare gravi sofferenze può integrare il reato di maltrattamento e, qualora da questo derivi la morte degli animali, la normativa vigente prevede pene fino a tre anni di reclusione e una multa fino a 45 mila euro. Nel caso di specie, inoltre, potrebbe trovare applicazione l’aggravante legata al coinvolgimento di più animali.
L’associazione Un’Anima Mille Zampe Italia ha annunciato di aver già presentato denuncia e di volersi costituire parte civile nel procedimento giudiziario.
«Non è possibile che ancora nel 2026 ci siano così pochi controlli sul territorio. Nove cani lasciati su un terrazzo sotto 43 gradi rappresentano una situazione inaccettabile. Il proprietario dovrà rispondere delle proprie responsabilità», ha dichiarato il presidente nazionale dell’associazione, Gaspare Camarda.
I cinque cani sopravvissuti sono stati affidati alle cure dei veterinari e, secondo quanto reso noto dall’associazione, le loro condizioni sono oggi buone. Resta l’amarezza per una vicenda che ripropone il tema della tutela degli animali e della necessità di contrastare con maggiore efficacia episodi di abbandono e maltrattamento.